Regime forfettario 2026: dal fatturato tolgo contributi INPS e imposta sostitutiva (5% o 15%) e ti dico quanto ti resta davvero in tasca.
La scelta del regime pesa per anni. Valutiamo insieme numeri e prospettive prima di decidere. Prima consulenza gratuita.
Richiedi una consulenzaNel regime forfettario non si tiene la contabilità dei costi: il fisco decide in partenza quale parte del fatturato è reddito, attraverso il coefficiente di redditività legato al tipo di attività. Su quel reddito si pagano i contributi previdenziali e un'imposta sostitutiva del 5% o del 15% che sostituisce IRPEF e addizionali.
Il risultato è che il fatturato dice pochissimo su quanto ti resta. Questo strumento fa il percorso completo e ti dà il numero che serve davvero: quanto ti rimane in tasca a fine anno.
Inserisci il fatturato annuo incassato — nel forfettario conta l'incassato, non il fatturato — e scegli l'attività: professionisti e servizi hanno un coefficiente del 78%, gli intermediari il 67%, le costruzioni l'86%, il commercio il 40%, il commercio ambulante il 54%.
Poi scegli l'imposta sostitutiva: il 5% spetta nei primi cinque anni alle nuove attività che rispettano i requisiti, altrimenti si applica il 15%. Infine la cassa previdenziale: Gestione Separata INPS, artigiani o commercianti. Il limite di ricavi del regime forfettario è di 85.000 € l'anno.
Professionista in Gestione Separata, 40.000 € incassati, coefficiente 78%: il reddito imponibile di partenza è 31.200 €. I contributi al 26,07% valgono circa 8.130 € e si deducono, lasciando circa 23.070 € su cui si calcola l'imposta. Con l'aliquota al 5% l'imposta è di circa 1.150 €. In tasca restano circa 30.700 €.
Con l'aliquota ordinaria al 15% l'imposta salirebbe a circa 3.460 €: la differenza fra primi cinque anni e regime a pieno titolo vale più di 2.000 € su questo livello di fatturato.
In sintesi chi resta entro 85.000 € di ricavi o compensi nell'anno e rispetta le altre condizioni previste dalla legge, fra cui i limiti sulle spese per il personale e i vincoli legati a partecipazioni societarie e a rapporti con l'ex datore di lavoro.
L'aliquota ridotta al 5% vale per i primi cinque anni di attività, a condizione che si tratti di una nuova attività e che siano rispettati i requisiti previsti. Dopo, o se i requisiti mancano, si applica il 15%.
Dipende dalla cassa. In Gestione Separata i contributi sono proporzionali al reddito, mentre artigiani e commercianti versano una quota fissa minima anche con redditi bassi, più una parte percentuale oltre il minimale.
No, ed è il compromesso del regime: i costi sono riconosciuti in modo forfettario dal coefficiente di redditività. Per chi ha costi reali molto alti il forfettario può risultare meno conveniente del regime ordinario.
Questo strumento dà una stima informativa e non sostituisce una consulenza personalizzata.