La pensione sarà più bassa dell'ultimo stipendio. Ti mostro il gap, quanto capitale serve per colmarlo e quanto accantonare al mese partendo da oggi.
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Richiedi una consulenzaIl gap pensionistico è la differenza fra l'ultimo stipendio e la prima pensione. Con il sistema contributivo quella differenza non è un dettaglio: il tasso di sostituzione, cioè la quota di reddito che la pensione pubblica sostituisce, si colloca oggi spesso fra il 60% e il 75%, e tende a essere più basso per chi ha carriere discontinue o è partito tardi.
Questo strumento traduce il problema in tre numeri concreti: quanto ti mancherà ogni mese, quale capitale serve per coprire quella differenza e quanto accantonare da oggi per arrivarci.
Inserisci il tuo reddito netto mensile attuale e il tasso di sostituzione che ipotizzi. Poi i due orizzonti temporali: quanti anni mancano alla pensione e quanti anni di pensione prevedi di dover coprire.
Il calcolo stima la pensione come reddito attuale per tasso di sostituzione, determina il capitale necessario come valore attuale di una rendita e infine calcola il versamento mensile che, capitalizzato al rendimento ipotizzato, porta a quel capitale. È una stima orientativa: serve a dare un ordine di grandezza, non a sostituire la tua posizione previdenziale reale.
Reddito netto di 2.000 € al mese e tasso di sostituzione ipotizzato al 65%: la pensione stimata è di 1.300 €, quindi il gap è di 700 € al mese. Per coprirlo per 20 anni di pensione serve un capitale di circa 137.000 €. Se alla pensione mancano 25 anni, accantonare fin da oggi circa 270 € al mese con un rendimento ipotizzato del 4% porta a quella cifra.
Il numero interessante non è il capitale, che spaventa, ma il versamento mensile. Ed è un numero che cresce rapidamente se si rimanda: la stessa cifra raggiunta in quindici anni invece che in venticinque richiede uno sforzo mensile molto più alto.
È il rapporto fra la prima pensione e l'ultimo reddito da lavoro. Indica quanta parte del tuo tenore di vita la pensione pubblica riesce a sostituire: più è basso, più ampio è il divario da colmare.
Nel servizio «La mia pensione futura» sul sito INPS, accedendo con le credenziali digitali. È il punto di partenza più affidabile: il calcolatore serve a ragionare su cosa fare con quel numero.
Perché deve coprire una differenza mensile per molti anni. È anche il motivo per cui il fattore tempo pesa così tanto: più anni hai davanti, più il versamento mensile necessario si abbassa.
Le strade sono diverse — fondo pensione, PAC, destinazione del TFR — e hanno regole fiscali e livelli di flessibilità differenti. Quale abbia senso dipende dalla tua situazione: è esattamente il tipo di scelta che vale la pena valutare insieme.
Questo strumento dà una stima informativa e non sostituisce una consulenza personalizzata.