«Non capisco come, ma a fine mese non resta niente.» Succede a tutti, finché non si mettono i numeri in fila. Compila e scopri quanto ti avanza davvero, quanto reggeresti senza stipendio e da dove conviene partire. Nessun dato lascia il tuo dispositivo.
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Ti avanza ogni mese
In un anno fanno
| Dove vanno | Tu | Ideale | Scarto |
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Un riferimento diffuso, non un dogma: metà alle necessità, un terzo agli sfizi, un quinto al futuro. Se vivi in una grande città l'affitto sposta tutto — usalo come bussola, non come sentenza.
Sapere quanto ti avanza è il primo passo. Il secondo è farlo lavorare, invece di lasciarlo fermo sul conto a perdere valore. Ne parliamo insieme, senza impegno.
Richiedi una consulenza →«Non riesco a mettere via niente» quasi mai vuol dire che guadagni poco: molto più spesso vuol dire che non sai dove finiscono i soldi. Questo strumento mette in fila entrate, spese necessarie, sfizi e risparmio e ti restituisce tre numeri che contano: quanto ti avanza davvero a fine mese, come sono distribuite le tue uscite e quanti mesi reggeresti senza stipendio con quello che hai da parte.
Il metro di riferimento è la regola 50/30/20: metà del netto alle necessità, il 30% agli sfizi, il 20% al futuro. Non è una legge, è un punto di partenza per capire se una voce è fuori misura.
Scrivi le entrate nette mensili di tutta la famiglia, poi le spese divise in due gruppi: le necessità (casa, bollette, spesa, trasporti, rate, assicurazioni) e gli sfizi (ristoranti, abbonamenti, viaggi, tempo libero). Aggiungi quanto accantoni ogni mese e quanto hai già da parte.
Non serve essere precisi al centesimo: vai a occhio sugli ultimi tre mesi, l'ordine di grandezza è quello che conta. Tutto il calcolo gira nel tuo browser e nessun dato viene inviato da nessuna parte.
Entrate 2.000 € al mese, necessità 1.100 € (55%), sfizi 500 € (25%), risparmio 400 € (20%). La distribuzione è vicina al 50/30/20: le necessità pesano un po' più della metà, ma il 20% al futuro è rispettato. Con 6.400 € da parte e 1.600 € di uscite mensili, il fondo di emergenza copre circa 4 mesi senza stipendio.
Se invece gli sfizi fossero 800 € e il risparmio 100 €, il totale a fine mese sarebbe lo stesso — ma il fondo di emergenza crescerebbe otto volte più lentamente. È esattamente il tipo di squilibrio che questo strumento rende visibile.
È un metro di riferimento molto usato: circa il 50% delle entrate nette alle spese necessarie, il 30% agli sfizi e il 20% al futuro, fra risparmio e riduzione dei debiti. Non è una regola rigida, serve a capire quale voce è sproporzionata rispetto alle altre.
Sono necessità quelle che non puoi eliminare da un mese all'altro: affitto o rata, bollette, spesa, trasporti, assicurazioni obbligatorie, rate in corso. Sono sfizi quelle che potresti tagliare senza cambiare vita in modo drastico: ristoranti, abbonamenti, viaggi, tempo libero.
Il riferimento più diffuso è fra tre e sei mesi di spese. Chi ha un reddito variabile o un solo stipendio in famiglia in genere sta più tranquillo verso il limite alto.
Sì. Il calcolo avviene interamente nel tuo browser: non c'è registrazione, non c'è invio di dati e nulla viene salvato sui nostri server.
Questo strumento dà una stima informativa e non sostituisce una consulenza personalizzata.