TAN, TAEG, franchigia, scoperto e carenza: le parole che devi capire prima di firmare
Se hai mai letto un contratto di finanziamento o una polizza assicurativa, avrai notato che sono pieni di sigle e termini tecnici. Il problema è che spesso sono proprio quelle parole a fare la differenza tra un buon affare e una fregatura.
In questo approfondimento ti spiego in modo semplice cinque concetti che tornano continuamente quando si parla di prestiti e assicurazioni: TAN, TAEG, franchigia (assoluta e relativa), scoperto e carenza. Niente tecnicismi inutili: solo quello che ti serve per capire davvero cosa stai firmando.
1. TAN e TAEG: non sono la stessa cosa
Quando chiedi un prestito o un mutuo, la banca ti proporrà sempre due percentuali. Sono quelle che determinano quanto ti costerà davvero il finanziamento.
Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è semplicemente il tasso di interesse che paghi sul capitale che hai preso in prestito. È il "prezzo" del denaro che ti viene prestato, espresso in percentuale annua.
Esempio: se prendi in prestito 10.000 € con un TAN del 5%, significa che ogni anno pagherai il 5% di interessi su quel capitale (poi il calcolo esatto dipende dal piano di ammortamento, ma il concetto è questo).
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è il dato che conta davvero, perché include tutti i costi del finanziamento, non solo gli interessi:
- il TAN (gli interessi)
- le spese di istruttoria (il costo per l'apertura della pratica)
- le spese di incasso rata
- l'eventuale assicurazione obbligatoria
- ogni altro costo accessorio richiesto per ottenere il prestito
Perché la differenza è fondamentale. Immagina due offerte di finanziamento:
| Offerta A | Offerta B | |
|---|---|---|
| TAN | 4% | 6% |
| TAEG | 8% | 6,2% |
A prima vista l'offerta A sembra più conveniente perché ha il TAN più basso. Ma guardando il TAEG, scopri che in realtà è molto più cara, perché nasconde costi aggiuntivi elevati (istruttoria, assicurazioni, commissioni varie).
Regola pratica: confronta sempre il TAEG, mai il TAN. Il TAN da solo è un numero parziale e, usato da solo per confrontare due prestiti, può trarti in inganno. Per legge, il TAEG deve sempre essere indicato in modo chiaro nei documenti precontrattuali (il cosiddetto modulo "Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori"): è lì che devi guardare prima di firmare.
2. La franchigia assicurativa: assoluta vs relativa
Quando parliamo di assicurazioni (auto, casa, salute, responsabilità civile), la franchigia è uno dei concetti che genera più confusione, ma è semplice se lo vedi con un esempio.
Cos'è la franchigia. È la parte di danno che resta sempre a carico tuo, indipendentemente da quanto sia grave il sinistro. È il modo in cui la compagnia assicurativa "condivide" il rischio con te: tu ti assumi una parte del danno, la compagnia ti rimborsa il resto. In cambio, di solito il premio (cioè quanto paghi ogni anno per la polizza) è più basso.
Esistono due tipi principali di franchigia, e la differenza è importante.
Franchigia assoluta. La parte franchigia non viene mai rimborsata, qualunque sia l'importo del danno. Esempio con una franchigia assoluta di 500 €:
- Danno di 300 € → non ricevi nulla (è sotto la franchigia)
- Danno di 2.000 € → ricevi 1.500 € (2.000 € meno i 500 € di franchigia, che restano comunque a tuo carico)
In pratica: i primi 500 € di ogni danno li paghi sempre tu, il resto lo paga l'assicurazione.
Franchigia relativa. La soglia funziona come uno spartiacque: se il danno resta sotto quella soglia non ricevi nulla, ma se la supera viene rimborsato per intero, franchigia compresa. Esempio con una franchigia relativa di 500 €:
- Danno di 300 € → non ricevi nulla (sotto soglia)
- Danno di 2.000 € → ricevi 2.000 € (l'intero importo, perché ha superato la soglia)
Il confronto in sintesi:
| Danno | Franchigia assoluta (500 €) | Franchigia relativa (500 €) |
|---|---|---|
| 300 € | 0 € rimborsati | 0 € rimborsati |
| 2.000 € | 1.500 € rimborsati | 2.000 € rimborsati |
Perché conta saperlo: la franchigia relativa è più favorevole a te nei danni sopra soglia, ma è meno diffusa perché costa di più in termini di premio. La franchigia assoluta è la più comune sul mercato perché permette alle compagnie di offrire premi più contenuti, ma limita sempre il rimborso, anche sui danni importanti.
3. Lo scoperto: la franchigia "in percentuale"
Lo scoperto funziona in modo simile alla franchigia, con una differenza chiave: non è un importo fisso, ma una percentuale del danno.
Come funziona. Con lo scoperto, la compagnia ti rimborsa il danno meno una percentuale stabilita nel contratto (tipicamente tra il 10% e il 20%), spesso con un minimo e un massimo in euro fissati in polizza.
Esempio: hai uno scoperto del 10%, con un minimo di 250 € e un massimo di 1.000 €:
- Danno di 3.000 € → il 10% sarebbe 300 €, quindi la compagnia trattiene 300 € (dentro i limiti minimo/massimo) e ti rimborsa 2.700 €
- Danno di 50.000 € → il 10% sarebbe 5.000 €, ma essendoci un massimo di 1.000 €, la compagnia trattiene solo 1.000 € e ti rimborsa 49.000 €
Scoperto vs franchigia, la differenza pratica: la franchigia è un importo fisso in euro, non cambia al variare del danno; lo scoperto è una percentuale del danno, quindi la parte a tuo carico cresce (o si riduce, se ci sono i tetti) in proporzione al danno stesso.
Nella pratica assicurativa, franchigia e scoperto possono anche coesistere nella stessa polizza: prima si applica lo scoperto percentuale, poi si verifica che il risultato non sia comunque inferiore alla franchigia minima prevista (o superiore al massimale).
4. La carenza: il periodo in cui la polizza non paga ancora
A differenza di franchigia e scoperto, che riguardano quanto ti viene rimborsato, la carenza riguarda quando la copertura inizia davvero a funzionare.
Cos'è la carenza. È un periodo di tempo, all'inizio della polizza, durante il quale le garanzie non sono ancora operative. Se il sinistro (malattia, infortunio, evento coperto) si verifica durante questa finestra iniziale, la compagnia non paga, anche se hai regolarmente pagato il premio e la polizza è attiva.
Si trova soprattutto nelle polizze salute, infortuni e in alcune coperture vita: serve alla compagnia per tutelarsi da chi sottoscrive una polizza sapendo già di avere un problema in corso (pensa a chi si assicura contro un intervento chirurgico che ha già in programma la settimana dopo).
Come funziona in pratica. Esempio: hai sottoscritto una polizza salute con una carenza di 90 giorni per le malattie (le carenze per infortunio sono spesso più corte o assenti, quella per il parto può arrivare a 300 giorni):
- Ti ammali e presenti la richiesta di rimborso al giorno 40 dalla decorrenza della polizza → nessun rimborso, sei ancora in carenza
- Lo stesso evento si verifica al giorno 120 → la polizza copre regolarmente, perché la carenza è terminata
Le durate variano molto in base al tipo di garanzia e alla compagnia: da pochi giorni per gli infortuni, a 30-90 giorni per le malattie, fino a diversi mesi per garanzie specifiche come parto o preesistenze. Vanno sempre lette nel dettaglio di polizza, garanzia per garanzia.
Carenza vs franchigia vs scoperto: non confonderle.
- Carenza = una finestra di tempo iniziale in cui la copertura non è ancora attiva
- Franchigia = una parte fissa di danno sempre a tuo carico, indipendentemente da quando accade
- Scoperto = una percentuale di danno a tuo carico, indipendentemente da quando accade
Sono tre meccanismi diversi e possono coesistere nella stessa polizza: puoi avere una carenza di 60 giorni e, una volta superata, una franchigia o uno scoperto su ogni sinistro rimborsabile.
Perché ti conviene conoscere questi termini
Non sono dettagli tecnici per addetti ai lavori: sono le clausole che determinano quanto incasserai davvero in caso di sinistro o quanto ti costerà davvero un finanziamento. Due polizze o due prestiti che sembrano identici a un primo sguardo possono avere condizioni molto diverse proprio su questi punti.
Prima di firmare qualsiasi contratto di finanziamento o polizza assicurativa, il consiglio è sempre lo stesso: non fermarti al primo numero che vedi (il TAN, il premio annuo), ma chiedi sempre di vedere il quadro completo — TAEG, franchigie, scoperti, carenze, massimali — così puoi confrontare davvero le offerte e capire cosa stai firmando.
Se hai dubbi su una proposta di finanziamento o su una polizza che hai in mano, possiamo analizzarla insieme e verificare punto per punto queste condizioni.
